Nella mia posta elettronica giungono ogni ora, senza pietà, le ultime notizie. Questa per esempio:

L’ISTAT RIBASSA IL PIL, TERZO TRIMESTRE +0,4%, ANNUO +1,7% MEF, DATI CONFERMANO CRESCITA. DA OGGI REDDITO DI INCLUSIONE Nel terzo trimestre del 2017 il Pil italiano e’ aumentato dello 0,4% sul trimestre precedente e dell’1,7% su base annua. Lo rileva l’Istat rivedendo al ribasso le stime di meta’ novembre (0,5% e 1,8%). Lieve sforbiciata anche alla crescita acquisita per il 2017, all’1,4%. Per il Censis, che ha pubblicato il suo rapporto sulla situazione sociale nel paese, la ripresa c’e’, ma ‘non si e’ distribuito il dividendo sociale e il blocco della mobilita’ sociale crea rancore’. Il Mef commenta: questi dati confermano la tendenza alla crescita. Padoan: spero in una nuova ondata di riforme nella prossima legislatura’. Da oggi e’ in vigore il reddito di inclusione: ‘la crescita economica aiuta i piu’ deboli’, ha ricordato con un tweet il premier Gentiloni.


Un esempio di sordità e un cattivo auspicio per l’immediato futuro. Da un lato si conferma che la distribuzione del benessere e delle opportunità è sempre più disomogenea e che qualsiasi aumento della ricchezza non crea benefici diffusi, il che fa aumentare lo scontento e addirittura il rancore nella società. Dall’altro il Ministro dell’economia si dichiara soddisfatto e si augura che alle riforme (che hanno mortificato la mobilità sociale) se ne aggiungano altre (egualmente efficaci?!) mentre per il Primo Ministro, nonostante ISTAT dica il contrario, i più deboli dovrebbero festeggiare, dimenticandosi che la democrazia sana si fonda sulla  giustizia sociale e sul lavoro sicuro e adeguatamente retribuito e non sull’elemosina.
Ma forse è tutta una fake news e le agenzie della prossima ora mi diranno che era uno scherzo

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