Oggi in Senato si vota una legge che è giunta in aula con il titolo Disposizioni per l’inclusione sociale delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, per la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione e per il riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS) e della LIS tattile e verrà approvata con un diverso titolo:  Legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordociecheChi volesse può leggere tutto l’articolato seguendo il link, mentre qui troverà la scheda completa del provvedimento. Si tratta di un testo che accorpa molte proposte di legge depositate fin dall’inizio della legislatura e rimaste a lungo parcheggiate in commissione, mentre dalla discussione generale apprendo che questo tema è stato protagonista di un viaggio in tondo senza fine e senza esito nelle precedenti legislature. Non so ancora dire se in questa verrà approvato definitivamente, visto che deve ancora essere esaminato dalla Camera, quello che posso dire è che ben difficilmente per i destinatari di questa legge cambierà molto poco.

Si tratta di 14 articoli nei quali si descrive in sostanza l’insieme delle necessità che queste forme di disabilità implicano (argomenti che vale la pena di ribadire per una migliore conoscenza di tutti, ma che sono ben noti a chi li deve affrontare ogni giorno) e si dichiara quali dovrebbero essere le risposte che un paese civile dovrebbe garantire (principi per altro già molto meglio declinati negli articoli  2 e 3 della Costituzione). L’uso del condizionale è ben motivato e anticipa subito il problema.

Il testo afferma nell’ordine: art.2 Libertà di scelta e non discriminazione; art.3 Prevenzione e identificazione precoce della sordità e della sordocecità e strumenti atti ad attenuare o correggere il deficit uditivo e il deficit visivo); art.4 Accessibilità alla comunicazione, all’informazione, ai luoghi e agli spazi pubblici e privati e ai rapporti con la pubblica amministrazione; art.5 Inclusione scolastica; art.6 Formazione universitaria e post-universitaria; art.7 Inclusione lavorativa e formazione permanente; art.8 Tutela della salute; art.9 Arte, cultura, tempo libero; art.10 Partecipazione politica; art.11 Regolamenti; art.12 Monitoraggio della condizione delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche; art.13 Attuazione, monitoraggio e sanzioni.

Però io mi sono astenuta, che in Senato significa voto contrario. Sono forse io contro tutte queste importanti questioni? 

Non vi ho ancora detto il contenuto dell’articolo 14, che chiude il disegno di legge. Ve lo voglio fare leggere tutto intero:

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le pubbliche amministrazioni provvedono alle attività previste con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili secondo la legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge.

Ecco qui un offensivo scatolone vuoto, confezionato con un nobile fiocco. Da cui la nota espressione: “Ti hanno rifilato un pacco

Va detto che c’è una legge nella natura: nessuno fa uno sforzo senza averne un vantaggio, allora qualcosa sotto ci deve essere …

Non bisogna cercare a lungo …. Avete notato che c’è un articolo 6 che riguarda l’università? Ecco! La legge prevede, fuori dai titoli dei singoli articoli, il riconoscimento della necessità di diffondere la Lingua italiana dei segni (a carico di chi non è dato capire, visto che non ci sono denari su questa legge), non è un caso che la dichiarazione di voto per il PD sia fatta dalla senatrice ex ministro dell’istruzione Stefania Giannini, la quale ha spavaldamente sottolineato che questa legge sarà un riconoscimento alla tradizione universitaria di studi e ricerche nelle scienze del linguaggio (di cui lei è docente). Fa naturalmente molto piacere che il mondo dell’università si rallegri, solo che credevo che questa legge fosse a tutela dei disabili e nelle scuole  gli insegnanti di sostegno continuano a mancare, anche grazie alla senatrice ed ex rettore dell’università di Perugia, Stefania Giannini …

Io non ci sto

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