Pur riconoscendo il valore della prevenzione vaccinale e non aderendo in alcun modo alle correnti “no vax”, ritengo che il decreto Lorenzin (che introduce l’obbligatorietà per 12 vaccini accompagnandola a un regime sanzionatorio molto pesante) sia lesivo non solo del diritto fondamentale all’informazione e alla libera scelta in merito alla cura, ma anche della stessa concezione di salute, tanto da configurarsi come un vero e proprio atto di polizia sanitaria.

Per questa ragione ho proposto una serie di modifiche soppressive tendenti ad annullare o quantomeno a minimizzare il concetto di coercizione, ed emendamenti aggiuntivi volti a introdurre alcune misure correttive del percorso vaccinale.

Le proposte, che ho in parte illustrato in commissione sanità del Senato la cui seduta può essere letta qui, consistono in alcuni emendamenti a mia prima firma e altri condivisi con il senatore Maurizio Romani, medico chirurgo e omeopata, esperto in materia che ne è primo firmatario.

Gli emendamenti soppressivi (che eliminano dal testo delle parti) sono volti a:

  1. eliminare l’obbligatorietà così come proposta dal decreto
  2. togliere o mitigare le sanzioni
  3. ridurre il numero di vaccinazioni obbligatorie se non viene accolto il precedente punto 1
  4. diluirle in tempi molto più estesi durante la crescita dei bambini

Le direttrici che hanno orientato  gli interventi integrativi sono tre:

a) diritto alla corretta informazione

b) riconoscimento della specificità del singolo individuo

c) sicurezza e controllo in ogni fase del percorso vaccinale.

 

Corretta informazione

Ho posto l’accento sull’Informazione che genitori e tutori hanno il diritto di ricevere, considerando a maggior ragione il venire meno del diritto di scegliere. Ho quindi agito su quanto previsto dalla normativa vigente in merito agli incentivi spettanti ai medici pediatri e ai medici di medicina di base per le immunizzazioni praticate e ho proposto che i parametri che danno titolo a riceverli si spostino dal numero di vaccinazioni praticate a quello dei colloqui informativi resi. L’obiettivo immediato è il passaggio da una misurazione meramente quantitativa a una valutazione qualitativa del rapporto tra la famiglia e il medico rispetto al quadro generale della salute del bambino e alle necessità di prevenzione delle malattie. Inoltre mira ad evitare forme di automatismo che possono costituire un vantaggio economico nella difficile dialettica tra produzione e somministrazione di farmaci. Su questo tema ho proposto al governo anche un ordine del giorno specifico.

Questa misura raccoglie il medesimo orientamento già perseguito dalla Germania, che ha previsto una sanzione per chi decide di non vaccinare i propri figli senza avere consultato un medico, punendo dunque non la rinuncia alla vaccinazione bensì la rinuncia a una corretta informazione.

 

Specificità del singolo individuo

La corretta informazione procede di pari passo con il riconoscimento appunto dell’unicità della singola persona, la quale ha diritto di essere considerata nelle sue caratteristiche individuali rispetto all’applicazione standardizzata del protocollo vaccinale. Di qui la mia proposta di dare maggiore rilevanza alla reale e concreta valutazione della compatibilità di ogni singolo bambino col farmaco che gli verrà iniettato indicando che questa ponderazione non si fermi all’anamnesi del medico ma indaghi su eventuali polimorfismi genetici del citocromo p450, che rappresenta il principale meccanismo di detossificazione dell’organismo per i farmaci, ed è una delle cause alla base della variabilità del rapporto dose/risposta in soggetti differenti che assumono lo stesso farmaco.

Affinché questa proposta sia praticabile, è tuttavia necessario mettere genitori e tutori nelle condizioni di usufruire anche, e non solo per i vaccini, di un maggiore supporto dall’assistenza sanitaria esercitata dai medici pediatri durante tutto il periodo di crescita dei bambini. Per questo, attraverso un ordine del giorno, ho ritenuto opportuno chiedere al Governo di impegnarsi affinché venga ridotto il numero massimo di bambini assistiti in carico a ogni pediatra e, in carenza di tali figure professionali, di prevedere un ampliamento del numero di specializzandi ammessi ai corsi universitari.

 

Sicurezza e controllo

Tra le critiche che si possono avanzare rispetto al decreto Lorenzin, vi è senza dubbio la troppo scarsa attenzione al controllo del percorso vaccinale in tutte le sue fasi e, dunque, alla sicurezza per i vaccinati.

Per questo ho proposto un emendamento e volto alla costituzione di un organismo indipendente supportato da AIFA e ISS, ma non ad essi assoggettato, composto da ricercatori, scienziati o medici avulsi da qualsiasi rapporto, che vada al di là della informativa professionale, con le case farmaceutiche produttrici dei composti vaccinali. Compito di questo organismo è promuovere attività di ricerca e di raccolta dati finalizzate alla sempre maggiore valutazione ed identificazione del rischio della pratica vaccinale a breve, medio e lungo termine.

Inoltre, risponde sempre a un’istanza di sicurezza la valutazione e la scelta dei componenti utilizzati per il preparato vaccinale, nel quale vengono inseriti eccipienti finalizzati a potenziare l’effetto del principio attivo, molto spesso poco costosi ma altamente tossici. Per questo ho chiesto che il Ministero della Salute obblighi le case farmaceutiche a produrre vaccini il meno tossici possibile anche qualora questo comportasse l’utilizzo di eccipienti economicamente più onerosi. Su questo ho presentato un ulteriore ordine del giorno.

 

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