Pagare senza fare domande è la ratio del decreto Salva banche che è stato approvato la settimana scorsa dalla Camera. I cittadini dovranno versare il proprio obolo in quel calderone di 20 miliardi da cui si attingerà per aiutare banche che sono indebitate perché da tempo non accompagnano l’economia reale e le buone idee e fanno altro: questo fa rabbia. Ma fa paura il fatto che il decreto neghi il diritto di conoscere i nomi dei responsabili e il sistema di relazioni malsane che è all’origine di questa voragine, paura di essere solo all’inizio e che molto altro marcio dovrà ancora essere pagato senza fare domande.

Lo scenario di omertà è confermato dalla vicenda della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, proprio quella che Renzi invocò a inizio 2016 in pieno scandalo Banca Etruria, gettando nel panico i parlamentari della Commissione finanze, costretti a spolverare due disegni di legge che chiedevano commissioni d’inchiesta su MPS e Banco di Desio (il mio, del luglio 2013) sotto una pioggia di nuovi ddl, presentati da tutte le parti politiche, un po’ per non rimanere indietro, un po’ per aumentare il volume e rallentare la macchina. E così fu: audizioni, approfondimenti, solo ora il voto in Commissione. Tardi: ben che vada un anno di tempo, e i mezzi ostruzionistici sono tanti altri: i partiti dovranno indicare con comodo i membri tra senatori e deputati, la Commissione dovrà approvare un regolamento interno, il campo di indagine è stato esteso a dismisura agli effetti della crisi finanziaria globale… Morale, non si farà in tempo a raccogliere i documenti che sarà già ora di chiudere.

L’intenzione è insabbiare, fare pagare senza rispondere a delle domande, per giunta facendo passare il messaggio che la colpa è di congiunture planetarie e non di persone con nomi e cognomi. Ma un pensierino ai cittadini il decreto banche lo riserva: un bel milione di euro per progetti sull’educazione finanziaria. Oplà: si sposta il problema dalla negligenza predatoria di alcuni ai risparmiatori che hanno comprato i loro prodotti finanziari deteriorati.

Come dire che, se dopo essere stato al ristorante sei stato male per avere mangiato pesce avariato, la colpa non è del ristoratore, ma è tua perché non hai capito che era guasto.