Con questo articolo vorrei rispondere alle numerose richieste di interessamento che ho ricevuto da quando è stato approvato alla Camera dei deputati il disegno di legge delega A.C. 2953-A recante “Disposizioni per l’efficienza del processo civile”. Un provvedimento che sta creando molte preoccupazioni, oltre che nella sottoscritta, sia negli addetti ai lavori che ho sentito, sia in coloro che mi hanno scritto, in prevalenza da Liguria, Calabria ed Emilia Romagna. Perdonate la struttura schematica, ma risponde a un’esigenza di chiarezza.

Cosa accade: la soppressione del tribunale dei minori

Il 10 marzo 2016 il Parlamento ha approvato il disegno di legge delega A.C. 2953-A recante “Disposizioni per l’efficienza del processo civile”. Il ddl prevede la soppressione dei Tribunali e delle Procure per i minorenni e l’introduzione di sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori presso i Tribunali Ordinari e di Gruppi specializzati presso le Procure Ordinarie.

Fase dell’iter legislativo

Il ddl per il momento è stato solo approvato alla Camera e attende di essere discusso in Commissione giustizia al Senato, dove però non è ancora stato incardinato.

1° paradosso: l’Europa si ispira all’Italia

A marzo scorso il Parlamento europeo ha approvato la direttiva sulle garanzie procedurali per i minori penalmente indagati o imputati: per la prima volta è stata introdotta una disciplina specifica dei procedimenti penali nei confronti di minori. Una svolta storica nella legislazione Europea e un importantissimo risultato, sia dal punto di vista giuridico, sia riguardo all’applicazione dei diritti della persona.  Il paradosso è che questa novità si ispira al “modello italiano” della giustizia minorile, cioè quello attualmente in vigore e non ancora soppresso dal ddl A.C. 2953-A.

2° paradosso: il ddl per il Tribunale della famiglia

Parallelamente, in Senato un altro disegno di legge procederebbe secondo una linea diametralmente opposta rispetto a quello sulla soppressione del Tribunale dei minori. È infatti in fase avanzata ma fermo dal 24 marzo 2015 un provvedimento del PD sulla creazione del Tribunale della famiglia, sede e percorso più opportuno per risolvere eventuali sovrapposizioni e per aggiornare aspetti sia procedurali che amministrativi su questa materia delicata e molto specifica.

Criticità

Le mie perplessità e le critiche sollevate a gran voce da tutti gli operatori del settore riguardano prevalentemente:

  • la perdita di “esclusività della funzione” del giudice, in particolar modo del pubblico ministero, e della autonomia organizzativa del tribunale

Il pubblico ministero infatti si dovrà occupare solo prevalentemente dei minorenni, sarà inserito nelle Procure Ordinarie in una organizzazione con finalità  tradizionalmente estranee alla tutela dell’infanzia e con carichi di lavoro notoriamente gravosi. Di conseguenza, dovrà occuparsi anche di altri procedimenti e difficilmente potrà sottrarsi alla “cultura” tipica del processo penale nei confronti degli adulti, che è di natura specificatamente repressiva, diversamente da quella minorile che è improntata essenzialmente su prevenzione ed educazione. Il rischio è che questo comporti la dispersione della specializzazione in materia di giustizia minorile;

  • l’eliminazione delle Procure Minorili.

La loro soppressione mette a rischio il grande lavoro che oggi viene svolto per la prevenzione attraverso il raccordo con le organizzazioni territoriali (comuni, scuole, servizi per le tossicodipendenze, servizi sociali, sanità, etc.) e che non può essere portato avanti dalle Procure Ordinarie, cui spettano compiti di mera repressione dei reati.

La prevenzione operata da questa rete funziona prevalentemente attraverso la segnalazione alle procure minorili di “eventi sentinella” come i ricoveri di giovanissimi e minorenni nei SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura), i dati dei NOT (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) delle Prefetture, quelli dei Miur regionali sulla dispersione scolastica, quelli dei consultori sulle gravidanze indesiderate o precoci, quelli dei Ser.T. (Servizi per le Tossicodipendenze) sui nuovi accessi etc. Solo una parte di questi casi diventano segnalazioni al Tribunale dei minori, molti vengono risolti osservando e monitorando le situazioni dei giovani e delle loro famiglie, mediando conflitti momentanei o sostenendo temporaneamente i componenti più fragili.

Questa opera di prevenzione è tanto più necessaria in un momento come questo di grandi cambiamenti della società, che deve affrontare sfide come ad esempio quella dell’immigrazione, fatta di famiglie e di giovani con seri problemi di integrazione.

Che cosa ho fatto finora

Sollecitata dalle richieste, mentre ancora il ddl in Commissione giustizia attende che siano risolti i nodi di altri ddl (quali la riforma di parti del processo penale), mi sono mossa ricercando un confronto con più interlocutori competenti sulla materia.

Per capire le ragioni della scelta del PD alla Camera, ho proceduto innanzitutto a un colloquio con il Dr. Cascini, Capo Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità dopo l’ampliamento delle competenze di questo settore del Ministero da cui ora dipende anche tutta la materia delle misure alternative all’esecuzione della pena in carcere, un’area che negli ultimi due anni, proprio per i meriti e l’esperienza specifica della giustizia minorile in Italia, quella che ora si vuole penalizzare, è stata molto ampliata, anche per risolvere i problemi del sovraffollamento carcerario e delle condizioni di detenzione che ci hanno guadagnato una sentenza pesante di condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), la cosiddetta sentenza Torreggiani.

In realtà, il risultato del colloquio col Dr. Cascini non è stato soddisfacente: al di là della necessità di “razionalizzare gli uffici” non è stato possibile individuare una visione complessiva del problema. Anzi: l’impressione è che non ci si renda conto che la natura stessa delle persone con cui i giudici e l’avvocatura minorile hanno a che fare impone una concezione tutta particolare del servizio giustizia. Il successo è garantito solo da un’interazione di più professionalità e più osservatori (avvocati, forze dell’ordine, magistrati, servizi territoriali, scuola, etc.) e in un ambiente adatto a minori: possibile che non sia chiaro che non possono essere gli stessi dei maggiorenni? Tra l’altro, si tratta di un tema costituzionale: l’azione contra legem di un minore non è fatta con la cognizione che il nostro diritto richiede perché si consideri reato a tutti gli effetti penali (per commettere un reato ci deve essere piena responsabilità e il minore, per sua definizione, non ce l’ha). In sostanza, l’impressione è che ci sia poca conoscenza della realtà operativa delle strutture attualmente attive, nonché della reale domanda sociale.

Nei miei colloqui successivi ho raccolto la preoccupazione di magistrati e servizi territoriali. Il loro timore, più che giustificato, è che questa specializzazione possa andare dispersa, anche perché, per la stessa ammissione della dirigenza del dipartimento, non si vede all’orizzonte un investimento nei servizi territoriali, nemmeno per fare fronte all’aumento di competenze e di responsabilità che ricadranno con l’ampliamento dell’esecuzione esterna della pena.

Che cosa farò

Continuerò a documentare la validità delle richieste e la fondatezza delle preoccupazioni su questo ddl e, una volta iniziata la discussione in senato, chiederò che al posto della soppressione prevista si dia seguito all’approvazione della norma che istituisce il tribunale della famiglia e che lo si faccia secondo le regole, cioè con l’adeguata discussione parlamentare e non d’imperio come troppo spesso siamo abituati a vedere.

E’ importante fare capire al resto della magistratura e dell’avvocatura che questa realtà deve essere preservata e semmai migliorata per la tutela dei minori, che sono sempre i più deboli in ogni conflitto tra adulti. Bisogna inoltre rendere i cittadini consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalla scomparsa delle procure minorili, importante presidio di legalità e di prevenzione sui giovani di oggi, cittadini adulti di domani.