Pubblico anche sul mio blog la mia replica pubblicata oggi su Prima Pagina all’intervento dell’On. Iori di qualche giorno fa:

Mi riallaccio all’intervento dell’On. Vanna Iori pubblicato il 20 aprile sul vostro giornale in cui si auspica l’avvio di una nuova fase della gestione dei detenuti che dia spazio a percorsi di riabilitazione per evitare le recidive, come relazioni col volontariato, sinergie col mondo esterno, attività educative e formative. Un quadro molto suggestivo, che si rifà alle linee guida appena annunciate dal ministro Orlando agli Stati generali sull’esecuzione penale, ma che io credo necessiti di essere riportato sul piano della realtà.

Per trasferire anche un solo detenuto all’esterno per attività formative di giardinaggio, poniamo, in un parco cittadino, sono necessari agenti e misure di sorveglianza supplementari rispetto alla gestione ordinaria. L’esecutivo pensa di avere queste risorse?

Ricordiamo che parliamo dello stesso esecutivo che fino ad ora non è stato in grado di provvedere al personale di polizia penitenziaria necessaria per lo svolgimento di Aemilia, un processo senza precedenti per gravità e dimensioni per il nostro territorio. Così come è lo stesso esecutivo che pochi giorni fa ha risposto picche all’allarme sicurezza lanciato dal Comune di Parma, le cui forze dell’ordine, per ammissione dello stesso Interno, sono sottodimensionate rispetto alla già grave carenza cronica presente su tutto il territorio nazionale e la cui dotazione di Polizia Postale risale al lontano 1989. E, restando a Parma, è sempre per effetto di una legge varata dallo stesso esecutivo, quella sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che un infermo di mente con un’accusa di tentato omicidio sulle spalle si sta aggirando tra la popolazione inerme dopo essere fuggito da una struttura sorvegliata solo da una guardia giurata. Oppure vogliamo parlare della stazione AV Mediopadana, uno degli snodi più strategici e visibili dell’Italia settentrionale, tuttora priva di un presidio stabile di polizia?

La morale di tutto questo è che se alle buone intenzioni, apprezzabilissime, non seguono investimenti seri, tutto il peso di questa inefficienza ricade sui cittadini e sulle casse già magre dei Comuni.

Possiamo continuare a raccontarcela, ma resta solo una favola bella.

Sen. Maria Mussini, vicepresidente Gruppo misto