Riporto anche su questo blog il mio articolo pubblicato dal Resto del Carlino Reggio il 25 novembre scorso.

Dopo i fatti di Parigi e i proclami del governo di aumentare le misure antiterrorismo, ci si sarebbe aspettati un’immediata retromarcia sui tagli alla sicurezza nella Legge di stabilità da me segnalati la scorsa settimana in queste pagine.
Per ora nulla è cambiato e la ministra Boschi ha sottratto questo tema alla discussione in Senato, rimandandolo alla Camera, dove non ci sono problemi di maggioranza. Ma dietro a questo trasferimento c’è un’altra ragione che nasconde un vizio di fondo.
Rimandare il tema della sicurezza permette di negoziare con la Commissione europea un ulteriore margine di flessibilità rispetto alle regole del Patto di stabilità. Ulteriore: il governo ha già chiesto a Bruxelles uno sconto di 3,3 miliardi sul nostro rapporto tra deficit e PIL invocando la “clausola migranti”, su cui la Commissione si esprimerà a primavera (informalmente però sappiamo già che lo sforamento consentito sarà inferiore). Ora Padoan tenterà di avere altri benefici in nome della lotta al terrorismo per tamponare le carenze nelle spese per la sicurezza che si sono accumulate negli anni.
Il punto è proprio qui: il rifinanziamento di tutte queste misure si baserebbe su questo sconto una tantum derivante da eventi straordinari, mentre la situazione reale è molto critica, strutturale ed endemica. Il pericolo terrorismo si innesta infatti su un comparto sicurezza già duramente messo alla prova, mentre il progressivo indebolimento dello strato medio basso della società causato dalla crisi ha portato a un vistoso aumento della microcriminalità e dei reati contro il patrimonio.
Al netto del primo passaggio parlamentare già avvenuto, non solo non è chiaro dove si andranno a prendere i soldi per la sicurezza e quanti e in che modo verranno impiegati, ma non abbiamo neppure la certezza che a primavera questi margini non debbano essere corretti: a che prezzo? A carico di quale altra voce di spesa?
La spending review intanto annaspa negli abissi di palazzo. E il fatto che le maggiori entrate della Stabilità siano basate su comportamenti illegali o portatori di illegalità, come l’evasione fiscale e il gioco d’azzardo, non fa che rendere ancora più fragile il nostro stato di diritto.

Tagged with: