Una preoccupazione che ho raccontato alla Gazzetta di Reggio in questo articolo pubblicato ieri.

La Regione non intende stanziare altri soldi per il processo Aemilia (ieri sono stati deliberati dalla giunta i 748mila euro, in due tranche, da tempo annunciati per rendere possibile la celebrazione dell’udienza preliminare nel padiglione 19 delle Fiere di Bologna) e quindi ora la “palla” passa al ministero della Giustizia relativamente al successivo passaggio giudiziario del dibattimento che dovrebbe tenersi a Reggio. La posizione regionale in tal senso è stata illustrata ieri mattina alla senatrice reggiana Maria Mussini da parte di Andrea Rossi (sottosegretario alla presidenza della Regione). «Ma anche Reggio fa parte della Regione, non solo Bologna – commenta la senatrice Mussini – e non dimentichiamo che il dibattimento sarà il “cuore” del processo, in cui si farà luce su vicende criminali, sarà ricostruito un tessuto illegale di relazioni. E’ vero che la Regione non sarebbe tenuta a finanziare l’allestimento dell’aula del dibattimento come non lo era per l’udienza preliminare, ma la mia paura è che per ragioni di risparmio non venga rispettato il principio che i processi si devono tenere nella sede naturale. A questo punto mi domando anche cosa intenda fare il sindaco Luca Vecchi. Comunque chiederò un incontro urgente a Roma al dirigente ministeriale competente su questa materia – termina la parlamentare reggiana – affinché il dibattimento si svolga a Reggio e non in altre sedi come Firenze». E che il processo ordinario a Reggio cominci ad essere a forte rischio lo dice anche il fatto che il ministero della Giustizia è rimasto in silenzio davanti alla lettera inviata giorni fa sul delicato tema dal presidente del tribunale Francesco Caruso. Fra l’altro a Reggio – dopo un giro d’orizzonte fatto dai tecnici comunali – l’unica localizzazione possibile del processo può essere un padiglione delle Fiere (l’ente è in regime di concordato e andrà interpellato il commissario liquidatore, cioè l’avvocato Tiziana Volta). Già scartate, invece, le ipotesi dell’aula d’assise o del palaFanticini. L’idea del presidente Caruso sarebbe di trasferire gli impianti (microfoni, banchi, videoconferenze) da Bologna a Reggio, visto che le Fiere di Bologna hanno già detto “no” ad un dopo-udienza preliminare. Noleggi di impianti e affitto di un padiglione che richiedono però risorse, al momento inesistenti…

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