4213385_origInteresse dell’azienda e interesse dei cittadini (che però ne sarebbero anche gli azionisti principali): due aspetti che nel caso dell’inceneritore di Parma non vanno d’accordo. E il Governo e la Regione da che parte stanno?
Incollo qui sotto la mia intervista all’agenzia Dire rilasciata in occasione della manifestazione che si è tenuta a Parma l’11 luglio contro l’inceneritore di Uguzzolo.

(DIRE) Parma 11 lug. – Ha scelto di partecipare perché invitata dal sindaco Federico Pizzarotti. Ma Maria Mussini, senatrice del Gruppo Misto ed ex esponente del Movimento 5 stelle, si sente coinvolta “anche personalmente” nella manifestazione “Nessun Dorma” organizzata dal primo cittadino di Parma contro Iren e il Governo, da poco iniziata nelle strade della città ducale.

2447549_origObiettivi dell’iniziativa sono da un lato indurre la multiutility al ritiro della richiesta di aumentare da 130 a 195.000 tonnellate annue la capacità dell’impianto di Ugozzolo, ma anche ribadire il netto dissenso del territorio all’arrivo di rifiuti da altre regioni, sdoganati dal decreto Sblocca Italia. E proprio del provvedimento del Governo Mussini è stata una dei più fieri oppositori in Parlamento: “Gli emendamenti contro l’articolo 35 li ho presentati io, costruiti tra l’altro con gli amministratori parmigiani tra cui l’assessore Gabriele Folli, e una delle mie prime interrogazioni nel 2013 è stata proprio sull’inceneritore di Parma”, spiega alla Dire. Oggi, prosegue la parlamentare, “sono qui perché me l’hanno chiesto Federico, i consiglieri comunali e gli altri organizzatori, ma partecipo perché mi sento coinvolta anche personalmente. Questa non è solo una battaglia del sindaco di Parma, ma una battaglia di coscienza civica per tutta l’Emilia-Romagna“. Mussini peraltro ha seguito fin dall’inizio il percorso intrapreso dalla giunta grillina sui rifiuti, “prima nello sforzo non premiato di bloccare l’inceneritore-ricorda- e poi con la scelta più lenta ma più coraggiosa di affamarlo, con un lavoro intenso sulla differenziata, per il quale il Comune è appena stato premiati da Legamebiente come ‘riciclone’. Uno sforzo che è stato fatto nella maniera più coerente”.

Sulla recente proposta di legge presentata dalla Regione per incentivare la raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti da smaltire e introdurre meccanismi premianti come la tariffa puntuale, Mussini resta invece scettica: “Il piano di gestione rifiuti era già in ritardo nella giunta Errani e c’è una gestione comunque opaca. E’ giustissimo mettere in campo strumenti per incoraggiare la raccolta differenziata come ha fatto il Comune di Parma. Ma oggi mentre il Governo con esponenti del suo stesso partito consente di bruciare i rifiuti di altre regioni la Regione si fa bella di una normativa che incentiva questi aspetti”. Insomma “se con una mano dai il riconoscimento alla differenziata e con l’altra inizi a premiare investimenti fatti con soldi cittadini che non sono compatibili con la salute e l’ambiente, il quadro è alquanto contrddittorio“. E inoltre “una volta che si è sdoganata la possibilità di avere rifiuti da fuori regione il problema di sostenibilità degli inceneritori non c’è piu'”.

Per Mussini quindi è evidente “che alla fine l’articolo 35 è stato per l’ennesima volta un premio a questi colossi come Iren che hanno interesse a far funzionare delle strutture in barba a quelle che sono le scelte della popolazione“. E “se i Comuni scelgono di fare raccolta differenziata e di ridurre lo smaltimento, è veramente indecente che lo Stato proceda con una normativa imposta di autorità”. A questo punto, conclude la parlamentare, “serve un forte movimento di popolazione- e per questo mi fa piacere che la manifestazione di oggi sia senza etichette politiche- e una grande vera e continua opposizione dei cittadini”. Per questo, suggerisce Mussini, “Parma deve fare uno sforzo supplementare per mettersi a capo di una battaglia prima regionale e poi forse qualcosa di piu‘”.