Vorrei spiegare in questo approfondimento le ragioni che mi hanno recentemente portato a devolvere a Officine On/Off di Parma parte dei miei compensi da senatrice, un ammontare complessivo di 35 mila euro che deriva dagli accantonamenti che ho continuato a effettuare mensilmente anche da quando non faccio più parte del Movimento 5 stelle.

Officine On/Off è un progetto di Fab Lab dell’Assessorato Politiche Giovanili e Innovazione del Comune di Parma, ideato e gestito dalla cooperativa sociale Gruppo Scuola in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale On/Off.

Ho scelto Officine On/Off perché, dalla sua fondazione avvenuta nel gennaio 2014, è un modello che ha dimostrato di sapere funzionare, riuscendo a coniugare il sostegno all’autoimprenditorialità con l’innovazione, la mutualità, la diffusione e condivisione di competenze, le finalità sociali ed educative.

Questa destinazione delle mie cosiddette “restituzioni” rientra in una logica di continuità rispetto alle motivazioni che mi hanno portato ad aderire ai 5 stelle. Ragioni che restano immutate ma che da un certo momento in poi non hanno più trovato un riscontro nel Movimento reale, motivo per cui le nostre strade si sono separate (sulle circostanze che hanno portato questo epilogo potete leggere qui).

Anche come fuoriuscita dal Movimento, con la mia donazione alle Officine On/Off continuo a mantenere fede all’impegno preso con gli elettori di devolvere parte dei miei compensi da senatrice a favore dell’imprenditoria in difficoltà. Nel caso delle Officine On/Off, si tratta però di una donazione diretta: i fondi che verso vanno direttamente nelle mani di chi ne usufruirà. Nel caso invece del fondo per le piccole e medie imprese in cui confluiscono le restituzioni dei 5 stelle, non si può dire che il percorso sia altrettanto lineare (per approfondimenti su questo punto potete leggere qui).

Al di là dei distinguo rispetto al Movimento 5 stelle, di fatto ora secondari, il mio sostegno a Officine On/Off di Parma risponde al mio desiderio di stabilire un ponte tra la politica, di cui io sono rappresentante, e chi vuole fare impresa. Due mondi che, purtroppo, nonostante le tanto sbandierate politiche del lavoro di questo Governo (vedi Garanzia Giovani), sembrano essere separati da distanze ancora siderali.

Nei limiti di ciò che posso fare, io cercherò di utilizzare la mia vicinanza al Fab Lab di Parma per contribuire a ridurre questo gap e a portare nel dibattito parlamentare le esigenze sempre più pressanti della nuova imprenditoria giovanile, un treno che non ci possiamo permettere di perdere, oltre ogni retorica.

 

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