Grazie allo studio paziente e al lavoro d’équipe sono stati da me proposti e presentati a mia prima firma emendamenti all’art. 1 del decreto in discussione al Senato riguardanti la Pubblica Amministrazione. Emendamenti che la commissione Affari Costituzionali ha deciso di accogliere e che l’aula ha approvato.

Vi spiego brevemente la loro efficacia e i termini di accoglimento.

Sulla riduzione della spesa per auto di servizio:

Proposta:

Al comma 2, primo periodo, le parole «80 per cento» sono sostituite dalle seguenti «50 per cento».

Con questo emendamento si intende colpire maggiormente rispetto alle intenzioni del governo le amministrazioni che non contribuiscono al censimento delle autovetture di servizio, decurtando del 50% (invece che del 20%) la loro possibilità di spesa in autovetture e buoni taxi. La finalità è spingere a un maggiore controllo e trasparenza per verificare il contenimento della spesa, penalizzare le amministrazioni inadempienti e premiando di conseguenza quelle responsabili.

Accolto con una variazione:

Al comma 2, primo periodo, le parole «80 per cento» sono sostituite dalle seguenti «60 per cento».

Sull’impatto ambientale e il risparmio energetico per auto di servizio:

Proposta (testo 2):

Dopo il comma 4, inserire il seguente:

«4-bis. Nel procedere all’acquisto di nuove autovetture le pubbliche amministrazioni privilegiano modelli a basso impatto ambientale e a minori costi di esercizio»

Con questo emendamento si vuole portare le amministrazioni ad assumere e testimoniare negli acquisti una cultura del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico

Accolto con una variazione:

Dopo il comma 4, inserire il seguente:

«4-bis. Nei casi in cui è ammesso l’acquisto di nuove autovetture, le amministrazioni pubbliche ricorrono a modelli a basso impatto ambientale e a minor costo di esercizio, salvo motivate e specifiche eccezioni»

Sulle spese per studi e incarichi di consulenza:

Proposta:

Al comma 5, primo periodo, le parole «90 per cento» sono sostituite dalle seguenti «70 per cento».

Con questo emendamento si vuole tagliare ulteriormente la spesa annua per studi e incarichi di consulenza. La spesa annua in consulenze, rispetto alla norma in vigore, poteva aumentare di un 20% annuo rispetto al 2009 e, pertanto, fatta 100 la spesa nel 2009, nel 2013 si potrebbe spendere fino a 160. Un taglio del 10% risulta un impegno minimo, mentre un taglio del 30% riporterebbe la spesa nell’ordine di grandezza del 2009, con le dovute considerazioni degli aumenti ISTAT.

Accolto con una variazione:

Al comma 5, primo periodo, le parole «90 per cento» sono sostituite dalle seguenti «80 per cento».

Inoltre, in merito all’art. 9 riguardante le scuole italiane all’estero, sono intervenuta in aula per segnalare che, dopo tante parole, nei fatti il Governo e i partiti di maggioranza dimostrano di non volere investire nulla e anzi di cercare nuovi ciechi risparmi in materia di promozione della cultura italiana all’estero. Prossimamente, ci sarà la votazione degli altri articoli ​del decreto ​tra cui il 9, il cui comma 2​, che riguarda i criteri di selezione del personale docente,​ potrebbe essere ritirato​ come richiesto da un emendamento a mia prima firma, viste le criticità dovute a un provvedimento precipitoso, non inserito in una revisione organica della materia, nonché alla vaghezza dei requisiti e alla non trasparenza e pubblicità delle selezioni per via privata del personale scolastico. Stay tuned…

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