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Siamo entrati nel Movimento 5 Stelle diversi anni fa, stanchi di una politica lontana dai cittadini ma, allo stesso tempo, volenterosi di dare il nostro contributo per migliorarla e riformarla.

Abbiamo fatto banchetti, raccolte firme, vday, flash mob, assemblee, volantinaggi, e tante altre iniziative dal basso, condividendo sempre più convintamente il principio dell’uno vale uno. Quando è stato ora di metterci la faccia non ci siamo tirati indietro: ci siamo candidati alle amministrative, alle regionali e, qualche mese fa, persino alle politiche. Da cittadini portavoce siamo entrati nelle istituzioni, contribuendo a portare avanti battaglie da dentro e a scoperchiare un pentolone fatto di casta, inciuci e partiti autoreferenziali.

Nonostante le difficoltà di condurre battaglie spesso da soli, con il fondamentale sostegno degli attivisti, abbiamo tenuto duro, tenendo alla larga i partiti e le tentazioni della casta, rimanendo con i piedi per terra, in una parola, noi. E lo abbiamo fatto anche nonostante le divergenze che, specie nella nostra “martoriata” Regione, non sono mancate e che hanno visto persone scegliere strade diverse o ridurre la loro attività per un passo falso non condiviso.

Purtroppo, qualcosa è andato storto. Inutile ripercorrere le vicende, già trattate approfonditamente dalla stampa, quasi fosse un reality. Un’assemblea fiume di portavoce al Senato e alla Camera ha deciso, a maggioranza relativa, di espellere Adele Gambaro. Un’assemblea dove evidentemente si è preferito escludere che includere, come sarebbe coerente con quei principi di uguaglianza che stanno alla base del Movimento a cui convintamente apparteniamo. Non condividiamo né i modi né i contenuti delle affermazioni di Adele Gambaro, che ha addossato solo a Beppe Grillo la colpa del calo di consensi alle elezioni, quando invece è giusto, in un gruppo, condividere non solo le vittorie ma anche le sconfitte, prendendosi ciascuno le proprie responsabilità. Tuttavia, ben consapevoli del regolamento interno che abbiamo adottato e delle regole democratiche dettate dalla nostra Costituzione, ci preme ricordare che Adele Gambaro non ha violato nessuna regola e, pertanto, la sua espulsione ci pare ingiustificata.

Ora abbiamo davanti l’occasione di consolidare un gruppo che spesso ha dato prova di essere solo virtuale, l’occasione di lavorare tutti insieme per l’obiettivo comune per il quale siamo eletti: combattere questa classe politica e tornare alla politica del buon senso, quella a 5 stelle.

Potremmo dare seguito alle divisioni causate dalla diversità che c’è tra ciascuno di noi, potremmo privarci della possibilità di criticarci a vicenda e di aprirci al confronto, ma io non voglio farlo. Per me Adele Gambaro e tutti coloro che continueranno a contribuire sia alla realizzazione del programma del Movimento sia alla sua crescita, anche attraverso il confronto reciproco, hanno tutto il diritto di fare parte del Movimento 5 Stelle.

Il mio lavoro proseguirà nelle istituzioni e nel Movimento che conosciamo, quello dell’uno vale uno, democratico, inclusivo, partecipato, pacifico e gandhiano.

Perciò voterò NO a questa espulsione.

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