Ho ricevuto queste 15 domande da un elettore 5 Stelle. A domanda rispondo.

Premesso che questo non è un questionario tipo quelli aziendali mirato a un punto particolare, il mio interesse è principalmente diretto più che alle singole conoscenze e abilità, piuttosto a voi come persone e quali sono le vostre idee e la vostra opinione, se già ve ne siete fatta sul “lavoro” in parlamento.

15 DOMANDE PER I CANDIDATI

1- cos’è il movimento 5 stelle per te?

Una rete in cui essere cittadini attivi e unire gli sforzi per migliorare la democrazia e la qualità della nostra vita. Un quadro in cui a tutti è consentito l’impegno civile a patto di condividere i principi fondanti

2- come te la cavi con la produzione di video, materiale per internet o il computer in generale? E se sì puoi condividere qualcosa al riguardo?

Sono archivista e ho usato banche dati e programmi di archiviazione prima ancora che esistesse internet (usavamo l’host di ESA!); uso abitualmente internet, sono piuttosto schiva a mostrarmi in video, per cui solo recentemente ho vinto questa resistenza e aperto un mio canale su youtube

3- di cosa ti piacerebbe occuparti in politica? Quali sono i tuoi interessi che come persona pensi ti abbiano formata/o e fatta/o crescere di più?

Di scuola, cultura, ricerca: sono anche insegnante, seguo iniziative a livello locale per la cultura museale e la salvaguardia del patrimonio, sto frequentando un dottorato. Mi importa moltissimo il tema del lavoro femminile e della politica culturale all’estero.

4- sei mai stata/o all’estero?

Ho fatto numerosi soggiorni per studio in Francia, Turchia e Grecia; ho lavorato a Istanbul, sia nella scuola italiana (docente a tempo determinato) sia all’università (seminari di approfondimento per la didattica della lingua italiana); frequento un dottorato internazionale che consorzia università di tutta Europa e che mi tiene in contatto con le varie sedi coinvolte

5- hai qualche specialità o interesse che pensi possa essere utile in funzione del tuo operato in parlamento?

Ho studiato discipline collegate ma diverse (specializzata in Archivistica, laureata in Lettere Classiche, laureata in Lingue, specializzata con master in Didattica dell’italiano come lingua straniera), sono inquadrata nei ruoli della pubblica istruzione dopo un lungo precariato, ma ho anche esercitato la libera professione nel settore delle scienze umane: questo mi può permettere di coprire ampi settori di intervento tra loro collegati, di interpretare istanze di lavoratori tradizionalmente opposti tra loro e, infine, sono abituata alla continua fatica dello studio e dell’analisi dei documenti e dei dati.

6- nella tua professione o nell’ambito dei tuoi interessi, cosa pensi che si possa migliorare legislativamente parlando, e quali sono i problemi maggiori?

Nella scuola la normativa deve prevedere: la priorità per gli investimenti nel sistema pubblico (se necessario, risparmiando piuttosto sull’insegnamento della religione cattolica); l’applicazione rigorosa della 626 (attualmente disattesa); la destinazione di fondi all’edilizia scolastica; maggiore controllo del lavoro degli insegnanti e maggiore visibilità al loro lavoro domestico, ma a fronte di un graduale riallineamento del salario ai livelli europei; la revisione completa della riforma Gelmini (calata dall’alto) con un’attenta ricognizione delle richieste degli studenti e dei lavoratori della scuola; monitoraggio di tutte le istituzioni statali e locali che si occupano di istruzione e di beni culturali per eliminare le sovrapposizioni, razionalizzare gli incarichi garantendone una ragionevole alternanza e facendoli diventare oggetto di bandi pubblici e trasparenti; combattere il nepotismo con la massima pubblicizzazione delle modalità di accesso ai ruoli universitari e degli istituti di ricerca (prove scritte e orali pubblicate interamente sul web); promozione di investimenti privati nella ricerca, ma distribuiti equamente in tutti i settori; sostegno e incoraggiamento al lavoro e all’imprenditoria femminile (asili, flessibilità ma su modello scandinavo, rispetto di quote rosa soprattutto agli alti livelli dirigenziali)

7- come uomo/donna cosa pensi dei LGBT, e se hai avuto qualche occasione di parlarne al riguardo, o conoscenze che ti interessa condividere coi cittadini.

Nelle mie frequentazioni non ho mai fatto distinzioni per preferenze sessuali e ho molti amici, conoscenti e colleghi che corrispondono alla categoria evocata dalla domanda, ma io non li ho mai rubricati per questo in una categoria speciale: ritengo che la diversità sia in natura una ricchezza e che la società e i suoi rappresentanti debbano operare sulla base di tale principio, il che forse in questo paese non è un pensiero maggioritario, ma dovrebbe diventarlo

8- come vedi la scuola e le varie materie che vi sono insegnate? Cosa ne pensi paragonata al passato?

Vedi la risposta 6; inoltre per me l’istruzione  in tutti i suoi segmenti è la causa e non la conseguenza dello sviluppo. Quanto ai curricula, la Gelmini non ha fatto altro che tagliare, senza cura per i contenuti: ne pagano le conseguenze le lingue, le materie professionalizzanti, il valore del tempo-scuola; non idealizzo docenti e studenti del passato: ogni generazione deve affrontare situazioni diverse e spesso non paragonabili, il problema sta nei mezzi di cui ci si riesce a dotare per fare fronte ai cambiamenti.

9- sulla questione dei diritti dei cittadini, quali pensi che siano le priorità a livello nazionale? Hai già qualche idea o conoscenza “pratica” da cui pensi di poter partire, anche solo per una fase di discussione, per il futuro?

In un sistema sano, equo e democratico vanno simultaneamente difesi tutti i diritti costituzionali: trovo inaccettabile che si proponga di comprimere l’esercizio dell’uno a tutela dell’altro. Per esempio il diritto al lavoro non ha senso senza quello alla salute, vedi ILVA, in cui la tutela di entrambi poteva realizzarsi con una politica previdente e senza sconti ai potenti che la gestivano male.

10- Quanto tempo pensi di poter dedicare alla comunicazione, con i tuoi elettori, e quali strumenti ritieni più utili? (es. diario attività, dirette streaming… ecc.)

Il mio lavoro (sabati, domeniche, intere serate per studio, preparazione lezioni e correzione dei compiti) mi ha abituata al principio che si dedica ai propri doveri tutto il tempo necessario: la comunicazione e il contatto con gli altri cittadini sono un dovere per qualsiasi eletto

11- Cosa pensi dello stato dell’arte e della cultura in generale? Hai qualche conoscenza in merito? Cosa ti piace e pensi sia il suo significato per l’Italia? Se non è attualmente nei tuoi interessi/hobby, c’è qualcosa che ti ricordi nella tua formazione scolastica che pensi sia stato utile per te?

Meno di un mese fa Gerard Schroeder, ex cancelliere tedesco e attuale dirigente del Consorzio Nord Stream, in un’intervista alla stampa non si diceva preoccupato della crisi delle piccole e medie aziende del Nord Italia, che, ottimisticamente crede in grado di riprendersi, quanto piuttosto della condizione del patrimonio artistico – e dunque della cultura – del nostro paese, la sua preoccupazione non è figlia dell’approccio archeologico, passatista di un colto ma un po’ naif turista tedesco, ma è prodotta dalla percezione che lo sperpero dell’arte, della storia e della cultura è per l’Italia uno spreco di denaro e di opportunità economiche; se è incredibile che l’Austria o l’Ungheria abbiano più turisti della Grecia, dovrebbe essere altrettanto inverosimile che l’Italia abbia meno turisti della Spagna. Ma non solo i musei, i teatri, le zone archeologiche, ma altresì i parchi, le spiagge, insomma tutto il nostro territorio deve essere conservato, non come una gravosa e polverosa eredità, o come un obbligo verso i nostri figli, ma come una possibilità di crescita economica soprattutto per noi oggi.

12- ponendo che come già avviene a livello regionale si ci divida per gruppi di lavoro (tra le tre e le cinque persone per ciascun argomento), come pensi che debba essere organizzato un ipotetico gruppo e secondo te quali dovrebbero essere il rispettivo compito di ciascuna persona? (es. comunicazione, ricerca… ecc.).

Il modello di divisione in commissioni attuato negli incontri locali del Movimento a Reggio Emilia (e diffuso anche in altri gruppi) mi pare che sia collaudato ed efficace in termini di partecipazione e risultati.

13- la tua opinione personale, in materia di Euro/Europa? E della cooperazione, interazione e amicizia fra gli stati?

Seguo internamente e da vicino la situazione della Grecia e della Turchia: nella prima l’euro è diventato una gabbia intollerabile, l’economia della seconda (che non ha la moneta europea, ma che vi si è agganciata) è in crescita esplosiva: questo dimostra che il problema non sta nello strumento, ma in come questo strumento viene utilizzato: l’Unione Europea (evolvendo le istituzioni originarie) doveva essere un quadro culturale e antropologico prima ed economico poi, ma purtroppo si è tradotta in una faccenda di finanzieri e di speculazioni, a danno dell’economia reale e dei valori di solidarietà e di scambio di idee tra i popoli. Si deve operare per ritornare alle motivazioni di partenza.

14- Data la lontananza con le regioni e i comuni dell’Italia, quali sono le tue idee per migliorare e favorire la partecipazione dei cittadini alle vostre attività?

Alla lontananza tra la politica e i cittadini potremo dare una risposta con l’ingresso in Parlamento di persone che vivono la realtà di tutti; per la lontananza geografica penso che la risposta stia nella massima trasparenza di tutto on-line e nell’abitudine, che gli eletti 5 Stelle hanno (almeno qui in Emilia Romagna) di incontrare i loro elettori regolarmente, di riferire loro, di ascoltare le loro richieste e di sottoporsi al loro giudizio.

15- quale lingue parli oltre all’italiano? Hai intenzione di studiare o informarti in generale quando entrerai in parlamento? e se si hai già qualche idea?

Francese, inglese, neogreco, turco a livello base. E’ tutta la vita che studio e intendo continuare a farlo.